Daniele Cardelli
Frasi introduttive alla FILOSOFIA DEL SE’ come cura filosofica e spirituale

“Allora Psiche fu assunta in Cielo e divenne Sophìa, proprio come ogni iniziato che assume un nome nuovo. Filosofia e psicologia sono consustanziali: la psicologia, come discorso, studio, di Psiche, cerca Sophìa senza esplicitarlo, esattamente come la filosofia fa da millenni, dichiarandolo. Sophìa non è altro che il nome di Psiche assunta in Cielo, divinizzata, Psiche trasformata, trasfigurata attraverso la coscienza, realizzata,
l’Anima resa cosciente”.

Daniele Cardelli
“I pensieri che curano- Sofia, la sapienza, come terapia”
Ed. Anima e Polis

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La Filosofia del Sé si pone come principale obbiettivo, chiaro ed evidente, com’è nel suo nome, di rispondere ad un bisogno, avvertito sempre più fondamentale, soprattutto in questi tempi, il bisogno di conoscersi. Questa disciplina, il cui nome (Filosofia del Sé = Amore per la sapienza di Sé) sorge dall’estensione letterale dell’oracolo delfico “Conosci te stesso”, nasce per dare risposte, socraticamente, maieuticamente, cioè creando talvolta anche nuove domande, al bisogno di conoscenza di Sé (Autoconoscenza), riconoscendo finalmente il bisogno di conoscersi nella sua piena distinzione, separazione, autonomia, dal movente sintomatico e psicopatologico (come del resto ci si presenta nell’esperienza pratica quotidiana).”

Daniele Cardelli
“I fondamenti della Filosofia del Sé”
ApProfondiMenti

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Sulla figura dell’ANALISTA DEL PROFONDO e la “Laicità” del metodo filosofico spirituale, primancora che psicologico, dell’Analisi del Profondo

“…In questo percorso, come anche già anticipato nei suoi precedenti lavori, si riafferma la specificità dell’ “Analisi del profondo” rispetto alla psicoanalisi intesa nella sua esclusiva accezione di metodo psicoterapeutico e nella sua impostazione meramente psicodinamica; l’Analisi del Profondo…trova nella Filosofia lo sfondo teorico [e la sua disciplina di riferimento, insieme alla Teologia e alle altre scienze umanistiche] e nelle problematiche del profondo l’ambito concreto del suo operare. L’Analisi del Profondo è naturaliter, in sé, un’analisi filosofica, un’analisi laica,…che per essere distinta, sia sul piano operativo, sia su quello socio-culturale dalla psicoanalisi, necessita [anche] di un nome diverso ["Analisi del Profondo" appunto] e di una nuova identità.
L’Analisi del Profondo, con la sua prospettiva teleologica, protesa com’è all’Escaton, alla ricerca di Sophia, la Sapienza, è ben di più della psicoanalisi causalistica e psicodinamica e non coincide affatto con questa; è bensì uno dei metodi eccellenti, con la riflessione, che la filosofia usa da immemorabile tempo per indagare l’Anima…la vita stessa secondo Aristotele e quindi è un metodo di indagine conoscitiva, a fini autoconoscitivi, che può essere operata, necessariamente dopo un’adeguata formazione, tanto da un filosofo, quanto da uno psicologo, ma altrettanto naturalmente da un teologo, da un antropologo, da uno studioso dei miti, da un operatore nel campo delle scienze umanistiche e sociali, configurando il profondo come il luogo ideale e l’analisi come il metodo, in cui convergono, come verso una mèta costante, diverse discipline e differenti approcci disciplinari.”

Daniele Cardelli
“I pensieri che curano- Sofia, la sapienza, come terapia”
Ed. Anima e Polis

* * *“Per quanto detto e scritto anche qui sopra, l’Analista del Profondo si può anche definire o meglio definire come Analista Spirituale, Analista Archetipale, o Analista dell’Anima e il suo metodo di “Analisi del Profondo” un metodo per definizione “laico” (ovvero niente affatto soltanto psicologico), filosofico, tanto filosofico (avendo a che fare con l’idea di Inconscio e il rapporto empirico con Questo) quanto spirituale e connesso agli studi religiosi, mitologici e sul sacro, probabilmente più teologico che psicologico, sicuramente antropologico e di rilevanza politica e sociale (anche attraverso gli studi sull’inconscio collettivo). Soltanto qualora l’Anima si faccia coincidere con Psiche, ovvero soltanto quando Psiche, trovando le sue radici e connessioni spirituali e archetipiche, si fa Anima, equivale all’Anima, l’Analista del Profondo, Analista Spirituale o Archetipale, o Analista dell’Anima, si può correttamente anche definire – ed esclusivamente in questo caso – Psicoanalista. Nell’ambito psicoanalitico e psicologico – dove non a caso la particolare branca della Psicologia che, scavando in profondità, cerca di trovare la connessione ed equivalenza fra Psiche ed Anima, psiche e spiritualità (Sacro) di cui parliamo qui sopra, si chiama “Psicologia del Profondo” – sono pochi gli approcci e gli orientamenti che riescono in questo intento (cioè nella connessione ed equivalenza qui sopra): uno di questi è a nostro avviso certamente la Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung, con i successivi studi e sviluppi in senso archetipico, o archetipale, che hanno portato all’individuazione e alla nascita, anche attraverso il lavoro di James Hillman, della Psicologia Archetipica.
Anche la nostra Filosofia del Sé usa, epistemologicamente, praticamente ed operativamente, il metodo d’indagine dell’”Analisi del Profondo.”

Daniele Cardelli
Riflessioni sulla figura dell’Analista del Profondo

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“A questo punto va ammesso che noi psicoterapeuti dovremmo essere dei veri filosofi o medici filosofi; anzi, già lo siamo anche se non vogliamo ammetterlo, poiché una differenza troppo grande divide ciò che noi facciamo da quello che all’università viene insegnato come filosofia” Carl Gustav Jung

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“Io parlo semplicemente da filosofo. Sono stato a volte definito un capo religioso, ma non lo sono. Non ho un messaggio da portare, una missione da compiere; mi sforzo soltanto di capire. Noi tutti siamo filosofi nell’antico senso del termine, siamo amanti della saggezza. Questo basta a farci evitare la compagnia, a volte discutibile, di coloro che offrono una religione”
Carl Gustav Jung
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Sulla Psicopolitologia

La Psicopolitologia è quel particolare ambito all’interno della Psicologia Politica che studia e analizza la politica, le sue vicende e i suoi motivi profondi, con gli strumenti e le prospettive della Psicoanalisi, della Psicologia Analitica e Archetipica, della Filosofia del Sé. Questo termine, coniato per primo (o tra i primi) da Daniele Cardelli e da lui introdotto ed usato in modo sistematico nel mondo scientifico ed accademico, ha dato spunto per la fondazione di “Anima e Polis”, il primo Circolo di Psicopolitologia e poi anche la prima Collana di Psicopolitologia (in cartaceo e on-line), fino all’attivazione nel 1995 dei primi Seminari di Psicopolitologia presso l’Università degli Studi di Firenze – i cui contenuti e approcci sono poi stati curati e sviluppati all’interno dei successivi Corsi di Psicologia della Politica tenuti da
Daniele Cardelli a partire dal 2001 per diversi anni all’Università degli studi di Firenze.

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L’INDIVIDUARCHIA
una nuova idea, una nuova visione, una nuova filosofia politica
di Daniele Cardelli
(alternativa e/o post democratica, dopo la Democrazia)


Diventa importante vivere una dimensione che non si fermi al tutti indistinto delle democrazie, ma che sappia rivitalizzare il ciascuno che scaturisce da un rapporto responsabile conle cose, con la propria strada, con la comunità. Da queste premesse può nascere, o meglio “rinascere”, un’idea di politica come quotidiano governo di Sé, come insieme di scelte significative e responsabili della vita di tutti i giorni. Con il nuovo e inedito termine di “Individuarchìa”, Daniele Cardelli, per la prima volta, ha voluto indicare la forma di governo individuale della propria esistenza che come condizione imprescindibile richiede e implica la conoscenza di se stessi, rivelando l’interconnessione esistente tra filosofia e politica come percorso verso la conoscenza delle cose e del mondo attraverso l’esperienza.
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“Una medicina dell’anima – diceva Cicerone – esiste di certo, ed è la filosofia”

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“Febo fece nascere per gli uomini Asclepio e Platone: l’uno per la cura del corpo, l’altro per quella dell’Anima”Diogene Laerzio, III 45

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“…gli argomenti di cui mi sentite conversare esaminando me stesso e gli altri, giacché una vita senza simile esame non può né merita di essere vissuta dall’uomo”
Socrate

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“Tutto è pieno di Dèi”Talete di Mileto