{"id":329,"date":"2010-08-30T12:50:41","date_gmt":"2010-08-30T12:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cgjung.it\/index2.php\/?page_id=329"},"modified":"2025-05-03T15:38:07","modified_gmt":"2025-05-03T15:38:07","slug":"c-s-p-s","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cgjung.it\/?page_id=329","title":{"rendered":"C.S.P.S Centro Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza e Ricerche in Criminologia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: x-large;\">CSPS<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><em>Centro di Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza<br \/>\nRicerche in Criminologia<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Studio, Ricerca, Formazione e Consulenza<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Finalit\u00e0 del Centro<br \/>\n<\/span>Il <em>Centro di Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza<\/em> \u00e8 un\u2019articolazione dell\u2019associazione Anima e a Polis\u00a0che nasce con l&#8217;intento di promuovere attivit\u00e0 di studi, ricerche, consulenza e formazione in tema di sicurezza, con particolare riferimento alla criminologia e al suo rapporto con la filosofia e la psicoanalisi ad orientamento Junghiano.<br \/>\nLa sicurezza come oggetto di studio, affrontata da un\u2019angolazione diversa da quella proposta dai pi\u00f9 consueti approcci sociologici, giuridici e comportamentali.<br \/>\nGli strumenti dell&#8217;analisi simbolica,\u00a0immaginativa e semiotica ci consentono di rispondere\u00a0ai quesiti profondi sull\u2019origine e la natura del noumeno sicurezza. Cos\u2019\u00e8 la sicurezza? Quali le sue dinamiche e i suoi motivi profondi? Come si diventa sicuri? L\u2019insicurezza, con i suoi insuccessi e la sua fastidiosa sintomatologia, pu\u00f2 essere anche una fondamentale risorsa propulsiva, la prima materia da elaborare e da cui partire, per sentirsi sicuri ed acquisire maggiore sicurezza?<br \/>\nUn\u2019indagine del profondo sul tema della sicurezza, studiando ed analizzando i motivi, i fenomeni e le sue dinamiche attraverso gli strumenti e le prospettive della lettura e della comprensione dell\u2019Inconscio e dell\u2019Ombra ci pare particolarmente importante in tempi come quelli attuali, avvertiti come fortemente insicuri e molto influenzati dalla dimensione globale e dal continuo rapporto con il diverso e la diversit\u00e0 culturale.<br \/>\nE\u2019 indubbio che il tema della sicurezza, cos\u00ec strettamente legata alla diffusa e diversa fenomenologia criminale, rappresenta sia a livello individuale, sia a livello collettivo, uno di quelli maggiormente sentiti ed una delle\u00a0pi\u00f9 rilevanti\u00a0questioni del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Seminario Permanente in Psicoanalisi della Sicurezza e della Criminologia <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Temi trattati<br \/>\n<\/span>L\u2019Io e l\u2019Inconscio<br \/>\nLa chiave dell\u2019interpretazione simbolica per capire i fenomeni criminali e i nostri tempi<br \/>\nTipi psicologici e funzioni della coscienza<br \/>\nL\u2019archetipo dell\u2019Ombra<br \/>\nLa fenomenologia criminale e il suo sfondo archetipico<br \/>\nLa sicurezza come sentimento individuale e collettivo<br \/>\nL\u2019archetipo della comunit\u00e0 e quello della socialit\u00e0<br \/>\nL\u2019Archetipo della crisi, la questione della dualit\u00e0<br \/>\nL\u2019archetipo del conflitto e della guerra, la psicologia del terrorismo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Docenti e Coordinamento del Centro<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Prof. Dott. Daniele Cardelli<em><br \/>\n<\/em><\/span><em>Ideatore e Presidente C.S.P.S.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Dott.ssa Maria Vittoria Nardi<\/span><br \/>\n<em>Criminologa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Dott. Massimo Rinaldi<\/span><br \/>\n<em>Impiegato del Ministero dell\u2019Interno.<br \/>\nLaurea<\/em><em>\u00a0Magistrale in Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Firenze;\u00a0<\/em><em>Laurea in Comunicazione Internazionale presso l\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia; Docente nei corsi di aggiornamento professionale per le forze dell\u2019ordine di dinamiche e normative sull\u2019immigrazione,\u00a0<\/em><em>le problematiche di safety e security<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Dott. Antonio Gattamelata<\/span><br \/>\n<em>Psicologo, Impiegato presso il Ministero dell\u2019Interno.<br \/>\n<\/em><em>Laurea Magistrale in Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Firenze.<br \/>\n<\/em><em>Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l\u2019Univ. di Firenze<br \/>\nMaster presso l&#8217;Universit\u00e0 degli studi di Firenze e Dottorato presso l&#8217;Universit\u00e0 di Caen (SP)<\/em><\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Qui di seguito la conferenza inaugurale del <em>Centro di Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza<\/em> tenuta a Firenze nell&#8217;Aprile 2007 dal Prof. Daniele Cardelli presso la Fondazione Spadolini Nuova Antologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>La crisi, l\u2019ombra, l\u2019Inconscio del fatto criminale<\/em><br \/>\ndi<em> Daniele Cardelli<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Saluti inaugurali e premessa <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E&#8217; una questione di ritualit\u00e0, signore e signori, autorit\u00e0, gentilissimi ospiti intervenuti all\u2019inaugurazione del <em>Centro di studi psicoanalitici sulla sicurezza<\/em>, oltrech\u00e9 un indubbio onore l\u2019occasione di poter inaugurare oggi questa nuova realt\u00e0, portando i miei personali saluti e quelli del Circolo Carl Gustav Jung di Firenze &#8211; che ho l&#8217;onore di presiedere &#8211; che questa iniziativa ha organizzato e promosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Cosa sarebbe la vita senza riti, ci chiediamo volentieri? Una vita senza senso probabilmente, perch\u00e9 sono i riti a scandire i momenti di valore e di significato della nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La perdita del rito, non diversamente dalla perdita di rapporto con il mito e il valore simbolico, rappresentano gli effetti, alcuni tra i segnali, se non tra le cause maggiori di quell\u2019imbarbarimento civile e di quel degrado culturale cui talvolta ci pare di assistere e che ci fa sentire non di rado e con maggior forza l\u2019alito potente di un clima insicuro e pi\u00f9 potenzialmente criminogeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Vogliamo anche per questo chiederci oggi qualcosa sul crimine, capire se \u00e8 mera maledizione, un\u2019esperienza esclusivamente ed irrimediabilmente negativa, oppure se ha anche un senso? Dove si origina il disegno criminale? Perch\u00e9? Soprattutto, perch\u00e9? E la sicurezza: quali sono le sue dinamiche? Cos\u2019\u00e8 la sicurezza, cos\u00ec tanto evocata proprio in questi tempi, ritenuti cos\u00ec insicuri? L\u2019insicurezza pu\u00f2 avere anche una valenza positiva?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nel nostro pluriennale lavoro filosofico ci siamo pi\u00f9 volte posti queste domande fondamentali e sono state queste domande a darci infine, come attraverso una progressiva maturazione, l\u2019idea di fondare un Centro di studi psicoanalitici sulla sicurezza; si \u00e8 fondato da s\u00e9, potremmo ben dire, non \u00e8 stato un nostro disegno deliberato gi\u00e0 chiaro a priori, ma un lento maturato percorso formativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>La crisi, l\u2019ombra, l\u2019Inconscio del fatto criminale<\/em><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Carl Gustav Jung aveva scelto di specializzarsi in psichiatria perch\u00e9 continuava a venirgli in mente la seguente domanda: \u201ccosa accade davvero in un malato di mente?\u201d; oggi qui, parafrasando questa frase, proviamo a chiederci \u201ccosa accade in una mente criminale, in colui che compie un fatto criminale?\u201d Cos\u2019\u00e8, e perch\u00e9, il crimine, nella prospettiva della filosofia e della psicologia del profondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Partiamo da una considerazione fonetica di base: crimine, inglese crime, ha la stessa radice di crash, crack (finanziario), crock, crackers, cri cri, crisis, la stessa radice del nome proprio Cristina e persino di quello greco di Christos: tutti hanno in comune la stessa radice, dal fonema cra(i), che trovavamo gi\u00e0 da bambini nei fumetti, che vuol dire rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La crisi \u00e8 la rottura dell\u2019unit\u00e0 precedente che conduce ad una dualit\u00e0, ad un confronto e assai probabilmente ad un conflitto; l\u2019adolescente che non \u00e8 pi\u00f9 bambino e che non \u00e8 ancora adulto, l\u2019adolescente del bullismo (termine che deriva dall\u2019inglese bull \u201cil toro\u201d, simbolo dell\u2019istintivit\u00e0 primordiale, degli istinti primari non moderati, l\u2019esagerato, l\u2019adrenalico dei films americani, sopra le righe, nei pensieri, negli atteggiamenti, nei comportamenti,\u2026per definizione); \u00e8 il quadro tipico della scompensazione della personalit\u00e0 scissa, divisa, colpita, ferita, proprio come una mela divisa o tagliata, una bottiglia rotta in molti pezzi quando la crisi \u00e8 pi\u00f9 grave e il S\u00e9 da ricostruire. E\u2019 decisivo che si metta luce su questo penoso, talvolta dolorississimo, infernale, processo psichico perch\u00e9 la terapia non farmacologica, seppur con tecniche differenti, \u00e8 proprio su questa decisiva presa di coscienza che si basa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La crisi a qualsiasi et\u00e0, non soltanto ovviamente in quella canonica proprio alla crisi chiamata dell\u2019adolescenza, ma a qualsiasi livello e in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, ci porta ad un\u2019alterazione, talvolta abnorme, della personalit\u00e0; si diventa cio\u00e8 persone in crisi, in conflitto con s\u00e9 stesse, nevrotiche o psicotiche per usare una terminologia psichiatrica, proprio perch\u00e9 agite dal conflitto interiore che, grazie al meccanismo della traslazione proiettiva e con il detto socratico \u201csi \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 la nostra Psich\u00e9\u201d, viene proiettata all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Una persona in crisi pu\u00f2 picchiare (lo sapevate che il picchio \u00e8 l\u2019animale sacro a Marte?) e cio\u00e8 diventare violenta anche se violenta non \u00e8, pu\u00f2 gridare anche se \u00e8 tendenzialmente silenziosa, muoversi molto, anche se tendenzialmente sedentaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">C\u2019\u00e8 una netta, fondamentale, differenza, da tener sempre presente, fra la situazione violenta e quindi il violento occasionale, e il tipo violento: nei termini della psicologia archetipica, si potrebbe dire che nel primo caso si \u00e8 agiti dalla situazione conflittuale o dal momento conflittuale proiettato occasionalmente sulla situazione: \u00e8 emblematico a questo proposito il caso delle frequenti crisi fra genitori e figli adolescenti (soprattutto in et\u00e0 di tarda adolescenza), che ogni giorno discutono su tutto (sulla camicia mal ripiegata o messa nel cassetto sbagliato, sul rientro un quarto d\u2019ora dopo il previsto); i genitori e i figli discutono perch\u00e9 \u00e8 andato in crisi inevitabilmente ed ineludibilmente il loro rapporto, avviene un taglio ad un certo punto, un taglio fondamentale e decisivo nella relazione che per quasi vent\u2019anni ha costituito l\u2019originaria sicurezza e parte importante nella costruzione dell\u2019identit\u00e0 del giovane: va in crisi perch\u00e9 il figlio inizia finalmente il proprio viaggio, si accinge finalmente alla propria navigazione, comincia ad aspirare di diventare ci\u00f2 che veramente egli \u00e8 e non solo figlio di x e y; fatecelo dire in termini pi\u00f9 nostri, se \u00e8 fortunato, inizia a percorrere la via del \u201cprocesso d\u2019individuazione\u201d, verso quell\u2019unica ed inimitabile totalit\u00e0 psichica che chiamiamo S\u00e9. Un tempo qui, e nelle realt\u00e0 tribali ancora oggi, c\u2019erano dei riti a sancire questo passaggio di crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sotto questa luce vanno letti e si possono meglio comprendere i molti fatti di cronaca di figli che accoltellano i genitori, figli spesso ultratrentenni che uccidono la madre, un superamento violento del rapporto con il materno con cui ancora convivono (come in molti miti antichi: es. Apollo uccide il pitone della D\u00e8a madre Terra), che andrebbe superato attraverso il riconoscimento del perch\u00e9 dell\u2019insofferenza, delle liti furiose, perch\u00e9 a trent\u2019anni, se maschi, non si pu\u00f2, proprio non si pu\u00f2, stare con la madre, nemmeno in questo paese basato sopra un evidente codice affettivo materno: questo \u00e8 uno dei casi tipici in cui non va affatto seguito l\u2019affettivo, che resta in tutta la sua forza, anche se trasformato, ma invece seguita la prospettiva di autonomia e crescita verso cui ci chiama il S\u00e9. Il rapporto di convivenza con i genitori va progressivamente superato. I figli rei di matricidio o di omicidio dei genitori sono dominati in questo atto da una personalit\u00e0 che si \u00e8 sviluppata segretamente, inconsciamente, magari fra mille segnali non riconosciuti, fino al fatal fatto. Anche il recente omicidio di Roma di quel padre che aveva ospitato il figlio nella propria casa rientra in questa tipologia; il figlio proprio in quel periodo era in preda a forti ansie (a proposito c\u2019avete fatto caso che a Roma si uccide di coltello? Coltelli agli stadi? Coltelli nell\u2019omicidio dello scorso 10 Aprile per strada) e non rientrava a casa gi\u00e0 da molti giorni: sono i segni inconfondibili per un terapeuta della sopraggiunta crisi e della necessit\u00e0 che questa (proprio per questioni di sicurezza della famiglia e della societ\u00e0) venga accolta, magari in modo non farmacologico, cio\u00e8 non sedativo e chetativo dei sintomi (visto che sono questi che ce ne danno l\u2019evidenza e la testimonianza), ma attraverso una strategia di gruppo anti crisi, di riconoscimento semiologico del soggetto in crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La crisi \u00e8 un passaggio inevitabile, una realt\u00e0 ontologica, una necessit\u00e0 finalizzata allo sviluppo della personalit\u00e0 verso l\u2019et\u00e0 adulta. Crisi ha s\u00ec la stessa radice di crash, crack e crimine, ma anche la stessa di crescita. L\u2019ideogramma cinese per dire crisi implica due altri ideogrammi: uno vuol dire pericolo, un altro opportunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sempre in questa luce possiamo comprendere viceversa (vedasi anche il recente\u00a0 fatto di Crotone) i casi di quei genitori che stentano o proprio recalcitrano ad accettare la crescita del figlio e un mutamento della realt\u00e0; lo stesso motivo spiega e fa da sfondo al retrivo atteggiamento dei docenti anziani nel passaggio di ruolo ai pi\u00f9 giovani, dei dirigenti d\u2019azienda ai dirigenti pi\u00f9 giovani e come seppero gli studenti del mio corso di Analisi culturale dei miti qualche giorno prima che accadesse in tutta la sua evidenza, spiega anche, sotto una certa prospettiva, la rottura di Berlusconi con Casini, che non \u00e8 affatto soltanto politica (la ragione politica \u00e8 soltanto sovrastrutturale); stupiti gli studenti perch\u00e9 avevamo compreso gi\u00e0 dalle prime avvisaglie la grave crisi fra i due: la crescita, la progressiva autonomia di uno attraverso un evidente percorso di self-empowerment, una conseguente lotta per la supremazia e infine un\u2019inevitabile separazione, spiegata perfettamente dal mito di Crono-Zeus; un grande motivo di crisi, soprattutto nel maschile, consiste nel rifiuto di una nuova dimensione esistenziale che avanza, quando questa si sostanzia, come in questo caso, in una possibile perdita di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nel caso invece del tipo violento cui sopra facevamo riferimento, egli \u00e8 costantemente immerso, agito si potrebbe dire in termini psicoanalitici, ha cio\u00e8 una personalit\u00e0, caratterizzata dall\u2019arch\u00e9 del conflitto e della guerra; guerra con la societ\u00e0 ostile se volete, il mondo cattivo, il comune disorganizzato, i padroni sfruttatori, la realt\u00e0 ambientale inquinata e impura: il fatto \u00e8 che la sua costante \u00e8 il combattimento; dualit\u00e0 nell\u2019Anima, Anima scissa e divisa, in conflitto, che allo stadio iniziale e collettivo della nerezza (cio\u00e8 di tutti all\u2019inizio) viene sempre proiettata fuori: sull\u2019altro nella coppia, sull\u2019altro del sedile davanti in treno, sull\u2019altro che dirige quell\u2019ufficio, sul mondo infame per dirla con Antonello Venditti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Proiettare questa parte oscura, che sta nell\u2019ombra della personalit\u00e0 significa credere proprio che l\u2019altro sia un maniaco che sta per aggredirci anche se non \u00e8 vero, credere nella prima percezione, che non sempre, per usare un eufemismo, dice il vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Questa proiezione \u00e8 pericolosa in tutti, soprattutto se si somma ad un\u2019altra tendenza, forse un po\u2019 paranoica, riscontrabile soprattutto nei tipi introversi: quella di immaginarsi colpevoli alla sola vista di un militare o di un agente, quella di pensare a tutto quello che possiamo aver fatto di male, senza averne fatto in alcun modo. Paura di qualcosa che fa paura, mi si dir\u00e0, non c\u2019\u00e8 niente di male, ma \u00e8 anche certamente il segnale di quella timorosit\u00e0 (eccessiva?) che fa diventare rossi, girare o abbassare la testa, quando qualcuno anche solo accenna ad un argomento scabroso. E\u2019 molto probabilmente lo stesso tragico errore istintuale che dopo gli attentati di Londra ha causato l\u2019uccisione di quel giovane brasiliano, pure estraneo agli attentati dei giorni precedenti, che si dette alla fuga nei sotterranei della metropolitana e quivi ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Uno stato di crisi altera le funzioni psicologiche e biologiche, induce un\u2019immaginazione e una percezione alterata, non solo a livello individuale, come si vede, ma anche a livello collettivo: entra in crisi la psich\u00e9 collettiva di una nazione, di una citt\u00e0, di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">A questo riguardo vogliamo fare solo qualche cenno ai miti delle forze dell\u2019ordine: qual \u00e8 il loro archetipo di riferimento? E\u2019 forse quello incarnato dalla caccia di Apollo (l\u2019aspetto luminoso) ad Hermes, oscuro, ermetico (non per caso), enigmatico, dopo il furto dei suoi 50 buoi? Hermes, Divinit\u00e0 del commercio, ma anche del furto, psicopompo delle Anime nel mondo sotterraneo di Ade\/Plutone, il regno infero, al nero, e della ricchezza. E\u2019 certamente quello della guerra strategica, intelligente, forse pi\u00f9 femminile, di At\u00e8na, la D\u00e8a della guerra strategica e del Palladio, nata, non per caso, dalla testa di Zeus, che potrebbe valere come complesso psichico fondativo per tutte le forze dell\u2019ordine. Quest\u2019ultimo mito, certamente diverso da quello decisamente pi\u00f9 guerriero e militare dello scontro fisico e della violenza sanguinaria, rappresentato da Ares, accompagnato inseparabilmente dai figli Deimos e Fobos (il Terrore e la Paura) e di cuisi vede un\u2019espressione nel recente film \u201c300<em>\u201d<\/em>, potrebbe avere qualche relazione anche con la severit\u00e0 ricercatrice, indagatrice, dei docenti universitari e dei loro esami, visto che l\u2019universit\u00e0 degli studi si chiama Ateneo, che proprio da At\u00e8na, e dalla Sua citt\u00e0 Atene, prende il nome?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E ancora, le donne in polizia sono una naturalit\u00e0, e nei carabinieri, nell\u2019esercito? Domande, socraticamente domande, per capire qualcosa di pi\u00f9 sul \u201cSoldato Jane\u201d e sui 168! stupri compiuti nei confronti dei soldati americani femmine nei primi 12 mesi della presenza in Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il mito delle amazzoni, mi si dir\u00e0, ci potrebbe aiutare: gi\u00e0 ma le amazzoni si mutilavano o si bruciavano il seno destro per meglio tirar con l\u2019arco, storpiavano i bambini, se maschi, appena nascevano, o li uccidevano, e facevano all\u2019amore soltanto una volta l\u2019anno a fini riproduttivi: non ci possono non venire in mente a questo proposito alcuni antichi cattolici precetti, ormai solo per prassi decaduti, di far all\u2019amore solo per procreare, oppure il caso tragico della madre di Bolzano che ha ucciso il proprio piccolo; questo anche per riconoscere che di femminile nelle amazzoni, se il femminile lo immaginiamo, grossolanamente, gentile e sensibile, e non lo \u00e8, non ci rimane niente; le amazzoni a Bolzano, nelle cronache di nera (il colore dell\u2019occulto e dell\u2019ombra), madri che raccontano di esser state preda di raptus, \u201cbuchi neri\u201d della coscienza, che le porta ad uccidere i loro bambini (e spesso poi a non ricordare niente, quasi che qualcun altro e non lei, lei di tutti i giorni, avesse compiuto l\u2019eccidio) e poi, ree confesse, trasportate in un commissariato di polizia, tentano di buttarsi dalla finestra del quarto piano, come nel caso di Bolzano (\u2026tenete chiuse le finestre in questi casi); e chiss\u00e0, con tutte le prudenze del caso, Cogne, che ha la stessa radice di cognitivo, cognitivismo, conoscere: un invito, neanche troppo velato, con tutte lo spazio, forse non per caso, avuto sui mass-media, a conoscere davvero, cio\u00e8 in profondit\u00e0, s\u00e9 stessi, chi siamo veramente; \u201cConosci te stesso\u201d recita l\u2019oracolo di Delfi, del Dio della filosofia e della terapia del profondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Le amazzoni emergono all\u2019improvviso dal profondo nella psiche di una donna, magari per una questione di stress, di una situazione stressante, di un vissuto al limite o conflittuale; il titanistico affrettarsi e l\u2019uranico affannarsi del quotidiano e dei tempi nostri come ogni manifestazione taurina appartengono ad Ares\/Marte, padre delle amazzoni, archetipo del conflitto e del fatto ferale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">In fondo non sbagliamo quando facciamo notare ai nostri allievi e agli agenti delle forze dell\u2019ordine che il loro lavoro di indagare non \u00e8 affatto dissimile, se non proprio identico, a quello dell\u2019analista che indaga i segreti dell\u2019Inconscio: \u00e8 soltanto diverso lo scopo; nel primo caso, la finalit\u00e0 \u00e8 di scoprire l\u2019autore(i) di un delitto e consegnarlo all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, nel secondo \u00e8 invece quello di scoprire cosa agisce e perch\u00e9 a fini autoconoscitivi e di salute, della propria personalit\u00e0. Ma \u00e8 lo stesso identico agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tutte queste cose non si vedono immediatamente, tutte queste cose stanno nell\u2019hydden side, nell\u2019ombra e poich\u00e9 come abbiamo detto pi\u00f9 sopra, va tenuto distinto l\u2019atto di una personalit\u00e0 in crisi\u00a0 (ad es. le sgommate con l\u2019auto in centro, le vetrine rotte, l\u2019eccesso di velocit\u00e0 occasionale), che spesso peraltro non produce un fatto criminale, n\u00e9 si esplica in un fatto tragico, dal fatto criminale vero e proprio, occorrer\u00e0 capire che cosa davvero sia quest\u2019ultimo e cosa caratterizzi la personalit\u00e0 criminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il fatto criminale pu\u00f2 rivelarsi la messa in atto di un disegno inconscio, il prodotto del momento in cui l\u2019Inconscio si impossessa della coscienza e la induce a compiere un gesto ferale (quei buchi neri cui abbiamo test\u00e9 accennato), ma anche il deliberato disegno di un personalit\u00e0. Il criminale nel primo caso non poteva far diversamente forse, \u00e8 stato obbligato, come lo \u00e8 chiunque si trovi in posizione di subalternit\u00e0 rispetto ad un disegno ferale inconscio, altrimenti ci si troverebbe innanzi un individuo in crisi, pensoso sulla sua crisi e probabilmente il crimine non si compirebbe. Nel secondo caso si tratta invece di un atto deliberato, studiato; perch\u00e9 Tot\u00f2 Riina quando faceva uccidere a tavola, sgozzandolo, quello dei suoi che secondo lui aveva tradito, sapeva bene quel che faceva. Era l\u2019ombra del potere ad uccidere, era un atto deliberato, volontario, che voleva cio\u00e8 produrre proprio quell\u2019effetto. Riina era del resto, anche pi\u00f9 del pi\u00f9 silente Provenzano, un leone, un dominatore di terra, di quella sua terra, per ironia della sorte, con capitale proprio Cor-leone. Il leone non \u00e8 certo meno terribile quando uccide una gazzella, azzannandola, di quel che facevano Riina o Saddam Hussein (anche lui con gli occhi di leone): il leone prende, non chiede, questa \u00e8 la sua psicologia; \u00e8 la forza che prende e sbrana della natura terribile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cL\u2019orrore della porta accanto\u201d hanno titolato molti giornali e telegiornali per indicare la serie di omicidi per raptus avvenuti recentemente: ora sappiamo che la porta accanto \u00e8 in ciascuno di noi e che non sempre di raptus si tratta. E\u2019 accaduto cos\u00ec anche nel tranquillo Belgio, dove recentemente una madre ha ucciso i suoi <span style=\"text-decoration: underline;\">5<\/span> figli: a detta di chi la conosceva, sembrava una madre premurosa. Era in cura per depressione e proprio per questo vien da chiedersi: ma cosa nasconde la depressione? Un altro mondo segreto, forse in trasformazione, che sta per rivelarsi? E\u2019 decisivo quindi metter luce sul profondo della personalit\u00e0, ben oltre la\u00a0 mera diagnosi della sintomatologia depressiva. Il Belgio \u00e8 lo stesso luogo peraltro del mostro di <span style=\"text-decoration: underline;\">Marc<\/span>inelle, quell\u2019Europa tranquilla in cui erompe, inattesa, ad un certo punto, l\u2019ombra che contiene elementi dell\u2019archetipo marziale (il nome Marcinelle e il 5 come numero sono elementi di Marte: 5 sono i guerrieri Spartoi della fondazione di Tebe, Penta-gono, Pente-silea, figlia di Ares, regina delle Amazzoni; lo dice anche Sabina Spielrein nel film \u201cPrendimi l\u2019Anima\u201d: \u201csu Marte non ci sono i bambini\u201d. Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 la violenza, non ci possono essere i bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E come sia la scattosit\u00e0, un carattere tipico di questo archetipo, lo dimostra l\u2019eccidio nel campus della Virginia, solo qualche giorno fa. Premeditazione delle Erinni, figlio dei desideri di protagonismo e dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Carl Gustav Jung ha definito l\u2019ombra come la parte oscura, inferiore della personalit\u00e0, la somma di tutte quelle disposizione personali e collettive, che per incompatibilit\u00e0 con la vita scelta coscientemente vengono quivi rimosse, non vengono vissute e si uniscono a formare nell\u2019inconscio un\u2019altra personalit\u00e0 relativamente autonoma con tendenze contrarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cLa figura dell\u2019ombra \u2013 ci dice &#8211; impersona tutto ci\u00f2 che il soggetto rifiuta di riconoscere e tuttavia continuamente, in modo diretto o indiretto, gli si impone, dunque, ad esempio, tratti inferiori del carattere ed altre tendenze incompatibili<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. E ancora \u201cL\u2019ombra \u00e8\u2026quella personalit\u00e0 celata, rimossa, per lo pi\u00f9 inferiore e colpevole, che con le sue estreme propaggini rimonta al regno dei nostri antenati animaleschi e cos\u00ec abbraccia l\u2019intero aspetto storico dell\u2019Inconscio\u2026Se fino ad ora abbiamo pensato che l\u2019ombra umana fosse sorgente di ogni male, ormai, ad indagine pi\u00f9 accurata, si pu\u00f2 scorgere che l\u2019uomo inconscio, cio\u00e8 l\u2019ombra, non consiste soltanto di tendenze moralmente riprovevoli, ma mostra anche un certo numero di buone qualit\u00e0, cio\u00e8 istinti normali, reazioni opportune, percezioni fedeli alla realt\u00e0, impulsi creativi e cos\u00ec via\u201d <a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tanto pi\u00f9 sar\u00e0 ignorata la nera ombra, tanto pi\u00f9 sar\u00e0 pericolosa e pronta ad agire e poich\u00e9 nessuno sta fuori dalla nera ombra della psiche collettiva sar\u00e0 decisivo avere un\u2019immaginazione del male, cio\u00e8 prendere coscienza dell\u2019ombra, poich\u00e9 soltanto uno stolto potrebbe ignorarne i termini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dunque nell\u2019ombra ci stanno i pensieri violenti, il desiderio inconfessabile del bel compagno dell\u2019amica, il giovane che si crede e vota a sinistra e che in realt\u00e0 ha tendenze neonaziste, il pacifista che per aver aprioristicamente negato l\u2019innegabile realt\u00e0 ontologica della guerra, viene dominato da questa, arrivando alla guerriglia urbana, bruciare cassonetti, far scontri con le forze dell\u2019ordine, e soprattutto arrivando a scrivere: \u201cGuerra alla guerra\u201d, o \u201cguerrieri pacifici\u201d, modi alternativi di vivere comunque la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Nell\u2019ombra ci sta ad esempio il proprio aspetto vendicativo: e com\u2019\u00e8 difficile riconoscere, anche solo a s\u00e9 stessi, il proprio aspetto vendicativo. C\u2019\u00e8 qualcuno che riesce a riconoscerlo, malgrado sia per la morale comune, un aspetto riprovevole?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">C\u2019\u00e8 qualcuno che riesce ad ammettersi di essere tendenzialmente poligamico, in una cultura e in una morale diffusa, fondate sulla monogamia? E poi aldil\u00e0 di cosa pensano gli altri, cio\u00e8 del milieu culturale in cui mi trovo, se lo facesse mia moglie, io come starei? Sono queste le domande in cui uno viene coinvolto pienamente, a confrontarsi con gli aspetti indesiderati e apparentemente colpevoli della propria personalit\u00e0, cio\u00e8 dell\u2019ombra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">C\u2019\u00e8 qualcuno che all\u2019et\u00e0 di 60 anni riesce ad ammettersi una tendenza verso ragazze giovanissime?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Eppoi, questo desiderio, persino reciproco, \u00e8 soltanto una maledizione, una sciagura? Oppure, certamente in modo meno grave, l\u2019amore illegale, perch\u00e9 minorenne, di una liceale per il suo professore d\u2019italiano o di matematica pu\u00f2 avere una spiegazione che non sia una mera reprimenda morale? Il sex offender \u00e8 una casualit\u00e0 inviata dal diavolo o un\u2019archetipica manifestazione dell\u2019Anima?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Bisogna andare davvero molto in profondit\u00e0, talvolta fino al senso escatologico di una vita con il suo destino, per comprendere se e quale senso possa avere l\u2019atto criminoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Proprio per queste ragioni, una delle massime pi\u00f9 note della nostra scuola \u00e8 la seguente: \u201cLa filosofia e la psicologia del profondo sono diversamente proporzionali alla morale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">O accettiamo perennemente di vivere con dei buchi neri nella coscienza, con i gravissimi rischi connessi, oppure dobbiamo pur spiegare il perch\u00e9 del turismo sessuale a Cuba e in Thailandia: certamente un desiderio non equivale ad un fatto, ma resta tuttavia in tutta la sua evidenza il riconoscimento della comune base dell\u2019uno come dell\u2019altro, della fantasia come del fatto: siamo noi che portiamo naturalmente certe istanze non sempre o addirittura per nulla piacevoli. Le istanze contenute nell\u2019Ombra di ciascuno, lo \u201csporco\u201d (o quello che consideriamo \u201csporco\u201d) del resto possiamo anche buttarlo nell\u2019orto di un altro (i paesi del turismo sessuale).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dobbiamo allo stesso modo, per spiegare la pedofilia, rivolgersi chiss\u00e0 proprio all\u2019Urano tutto copulativo e sessuale della mitologia greca o all\u2019Orco delle favole: le favole, ovvero una prima metaforica, non di rado terribile, iniziazione alla vita profonda. Siamo mostri in potenza quindi, potenzialmente nazisti certo, come ho avuto modo di spiegare proprio nel mio pi\u00f9 recente corso agli analisti in formazione dell\u2019Institut CG Jung di Zurigo; l\u00ec ho avuto modo di parlare del nazismo. Si \u00e8 detto che la Shoah \u00e8 stato un \u201cmale assoluto\u201d, come dar torto a questa affermazione, e parimenti, qualcuno ha aggiunto che dopo questo, \u201cDio \u00e8 morto\u201d: una certa visone di Dio, magnanimo e caritatevole, con questa esperienza \u00e8 certamente morta, perch\u00e9 bisognerebbe diversamente ammettere che il Dio che pu\u00f2 tutto, Dio onnipotente, buono e pietoso, l\u00ec si \u00e8 un attimo distratto. Si pu\u00f2 ammettere questo, oppure, come invece riteneva in modo molto differenziato, la sapienza antica, il sacro non \u00e8 soltanto quello buono e caritatevole, che ci piace di pi\u00f9. Per questo la filosofia \u00e8 decisiva per cercare di comprendere non solo il fenomeno nella sua manifestazione qui e ora, ma il senso profondo dell\u2019accadimento (l\u2019Epistroph\u00e8 dei greci) e grazie a quest\u2019ultimo terapizzarlo. Per questo rivolgendomi alla prospettiva archetipica ho sostenuto che il nazismo \u00e8 stato assai probabilmente una manifestazione dell\u2019Umbra Solis, di quell\u2019ombra dell\u2019Archetipo solare che un\u2019analista del profondo non di rado scorge nei sogni: le sfilate, nelle parate militari naziste, di fanciulle di bianco vestite, proprio come quelle sacrificate al Dio Sole nella cultura Inca, biondissime, chiaro, chiarezza del Sole, sotto pagane corna di cervo, simbolo solare per eccellenza, impugnanti la bandiera con la svastica, il simbolo del Sole nella cultura tibetana e indohimalayana, il saluto romano (che \u00e8 il saluto al Sole), i colori del Reich, financo i nazisti che bruciavano (fuoco) e gassavano (aria, ariani non per caso), sono tutti, ma proprio tutti, simboli solari. Per addentrarsi un po\u2019 di pi\u00f9 nell\u2019analisi, basterebbe ancora chiedersi perch\u00e9 i nazisti non tagliavano la testa come Tamerlano, o impalavano come il conte Vlade (pi\u00f9 comunemente noto come Dracula). Perch\u00e9 usavano il fuoco per uccidere? Perch\u00e9 il fuoco, elemento solare per eccellenza, per uccidere e purificare? Purificare, ovvero rendere puro, come l\u2019epiteto proprio del Dio Sole Apollo: Febo, cio\u00e8 puro, Santo. E ancora perch\u00e9 anche il cristianesimo faceva altrettanto, cio\u00e8 bruciava, usava il fuoco con le streghe (quasi sempre giovani donne)? E se ci fossero strette, sotterranee, profonde connessioni, una comune radice archetipica si potrebbe dire, tra queste esperienze storiche? (Vi rimandiamo, per ulteriori approfondimenti, al capitolo sull\u2019archetipo del Sole nel mio pi\u00f9 recente lavoro <a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E ancora in ordine a questo archetipo: l\u2019amore per il fuoco, con la sua patologia, la piromania.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Lo testimonia l\u2019arresto del presunto piromane di auto e ascensori di 45 anni, avvenuta lo scorso 5 Febbraio; abitava con la madre e in casa aveva coltelli e balestre, bandiere con svastica, il Mein Kampf ed articoli di giornale che parlavano di Hitler: una personalit\u00e0 piromane, amante del fuoco, con tutti i segnali del nazismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dell\u2019umbra solis peraltro parlavano gi\u00e0 nei loro testi sia la filosofia antica, sia quella ermetica del primo medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il Sole nell\u2019Anima (Soul), il Sole che cura tutto e riscalda tutto, ma che nel lato istintivo, umbra solis appunto, brucia tutto: \u201ceverything burns\u201d (canta Anastacia) \u2013\u00a0 perci\u00f2 per non bruciare i fiori o solo per farli nascere e crescere occorre che ci sia un Amico del Sole, che gli impedisca di bruciare tutto e compia, proprio su Sua indicazione, un sacrificio d\u2019alleanza con lui. E\u2019 il mito di Mitra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Quello che noi chiamiamo, con la Psicologia Analitica, Ombra e Inconscio, al tempo dei greci, veniva accettata come epifania, una delle tante manifestazioni del sacro, che non era affatto soltanto buono, misericordioso e magnanimo come vorrebbero alcune religioni, ma anche molto altro e diverso: i kamikaze, diversamente da alcune raccomandazioni ecclesiali, uccidevano per esempio proprio in nome di Dio; lo fanno ancora oggi, in Palestina e in Iraq, i kamikaze del fondamentalismo islamico: la parola \u201cKamikaze\u201d vuol dire \u201csoffio divino\u201d, quasi lo stesso significato pensate del termine greco \u201cPsych\u00e9\u201d, \u201csoffio vitale\u201d o Anima, dal greco \u201canemos\u201d, \u201cvento, soffio\u201d). Da tutto quanto qui sopra, ci sembra senz\u2019altro di poter dire che rispetto al fatto criminale ci salvano il prender coscienza e la buona dose di fortuna di anticipare l\u2019emergere prorompente dell\u2019atto inconscio, perch\u00e9 in verit\u00e0, l\u2019unica sostanziale differenza con un detenuto colpevole di un reato potrebbe essere soltanto quella di essere arrivati un istante prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Noi crediamo che siano importanti queste conoscenze per gli operatori delle forze dell\u2019ordine (nel mito egizio Horus, il Sole, cio\u00e8 l\u2019ordine, vince sempre su Seth, il caos) che devono riconoscere l\u2019autore di un crimine o perlomeno riconoscerne lo sfondo, crediamo che siano fondamentali, se non anche come sponda terapeutica, anche solo come strumento per avere una comprensione pi\u00f9 piena di ci\u00f2 che loro malgrado si trovano ad assistere sulla scena del crimine; decisivo in questo senso \u00e8 imbattersi nell\u2019apprendimento delle funzioni psicologiche della sensazione e dell\u2019intuizione, irrazionali per definizione, per dirla con Jung, ma utilissime per una maggiore adesione al reale; cos\u00ec come fondamentale \u00e8 riconoscere come l\u2019inconscio dell\u2019affettivo gioca un ruolo decisivo nelle violenze tra coniugi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per avere un quadro pi\u00f9 confacente di ci\u00f2 che veramente \u00e8, di tutto ci\u00f2 che lei avrebbe voluto lui fosse, non avendo mai sepolto del tutto la favola del principe azzurro che le raccontavano da bambina (e mi chiedo perch\u00e9 non ci sia cultura dove abbia sentito o letto di una corrispondente principessa rosa per i maschi); per avere un\u2019idea del perch\u00e9 lui, giovane, amandola troppo, verr\u00e0 probabilmente lasciato: per quel troppo amore che accompagna non di rado la rimozione dei pensieri spiacevoli, la paura non solo di farle male, ma anche solo di pensare male (com\u2019\u00e8 nella dimensione panica), con la conseguente involontaria, quanto naturale, reprimenda della voce, o pulsione interiore, che conduce spesso a forme di violenza\u2026; avere un\u2019idea, almeno un\u2019idea, del perch\u00e9 fino a trent\u2019anni in Italia, non si vede il barlume d\u2019un uomo, ma solo ragazzi (la polarit\u00e0 affettiva del figlio), per definizione dominati dall\u2019Anima, l\u2019archetipo femminile presente in ogni essere di sesso maschile. Un giorno chiss\u00e0 su questa strada si potrebbe anche comprendere il rito che da qualche domenica ormai si sta rinnovando, quest\u2019anno come sempre, quello dell\u2019emigrazione domenicale al mare, quello del A11. Dove lei se ne sta dalla mattina alla sera ininterrottamente a prendere il Sole, mentre lui esasperato alle 12 se ne va all\u2019ombra della pineta, ignorando peraltro turbolenze e desii che di l\u00ec a poco gli arriveranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 quella favola del principe azzurro? Cosa cerca lei in Cielo, cui pare alludere la favola del principe, azzurro non per caso come il Cielo? E il Sole delle tanto, dal femminile, agognate Estati di fuoco e di abbronzature splendide: forse lei cerca proprio il fuoco nel Sole, il virile, vir unum, che lei non ha per sua natura?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">C\u2019entra questo con l\u2019essenza di un uomo? E diventare uomini ha a che fare con la severissima erta via dell\u2019iniziazione al Sole? Una coniuctio oppositorum degli elementi? Sapere questo aiuta anche nei rapporti, perch\u00e9 colloca correttamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Capire queste cose \u00e8 decisivo anche per capire pi\u00f9 profondamente questi tempi di trionfo femminino e di matriarcato, di maggiore morbidezza forse (\u201cil femminile entra negli eserciti e li cambia\u201d abbiamo scritto nei nostri libri), ma anche del pianeta riscaldato, di quel caldo cos\u00ec tanto agognato dal femminile, di Nancy Pelosi, Hillary Clinton, Segol\u00e8ne Royal, dei presidi donna (mai successo prima, da quando siamo in vita); e quindi partiamo proprio ora, fiduciosi, per una rinnovata educazione del maschile e del maschile alla sicurezza, ora visibilmente appannaggio delle donne, di quella sicurezza che si manifesta consapevole e ferma, come lo pu\u00f2 essere solo la pietra filosofale: un padre non deve fare molte cose, camminare bene; un poliziotto non deve fare molte cose, esserci. Ripartiamo ora, perch\u00e9 il Sole nasce il 25 Dicembre, proprio all\u2019inizio dell\u2019Inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L\u2019inconscio profondo si articola nella messa in atto di miti, come sosteneva Jung: \u00e8 questo uno dei fondamenti di quella che ho chiamato Mitoterapia e che si manifesta, nel suo lato negativo, proprio nell\u2019atto e nel fatto criminale; da Cogne a Bolzano, da Erba (la difesa del limes e del proprio spazio, una delle maggiori cause di violenza) a Enna, dove una madre ha ucciso il suo neonato, appena partorito, nell\u2019acqua bollente, rivivendo probabilmente un rito archetipico, cio\u00e8 presente in molte etnie, trib\u00f9, in molte culture, dalla Scozia all\u2019Uganda, in tempi diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il rito della purificazione sul fuoco si chiama, e punta all\u2019immortalit\u00e0, dell\u2019Anima, non della vita fisica; molto simile, se non identico, all\u2019atto che compie Demetra nel suo mito, come badante del figlio di Metanira; Demetra proprio ad Enna, dov\u2019\u00e8 accaduto l\u2019orrore, ha uno dei centri del Suo culto: e non \u00e8 solo per questo che ci viene l\u2019associazione fra questo orrendo crimine e il mito, ma perch\u00e9 in questo fatto tremendo vi si ritrovano altri elementi del mito di Demetra: il bambino non \u00e8 stato annegato ad esempio, ma preso per i piedini, proprio come si dice del rito compiuto dalla D\u00e8a, come lo fu per Achille del resto, e ustionato nell\u2019acqua bollente, esposto al fuoco dunque, proprio come fa la D\u00e8a, e perch\u00e9 la madre del bambino era una badante rumena, proprio come Demetra. Tanti elementi identici fra crimine e mito. Azzardi della filosofia del profondo? Oppure siamo davvero alle soglie del luogo in cui si originano i delitti, i crimini e le torture, come le sofferenze pi\u00f9 tremende, perch\u00e9 anche tremendo \u00e8 il sacro, \u201cterribilis est\u201d per dirla con i latini.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Conflitti interni e internazionali, guerre che scoppiano tra fazioni e nazioni, non sono niente di pi\u00f9 che la proiezione fenomenologica, a livello collettivo, di un conflitto fra principi, dell\u2019arch\u00e9 del conflitto; in questa luce si legge bene anche la fenomenologia del terrorismo e del terrorismo suicida (vedi il capitolo su \u201cL\u2019archetipo del conflitto e la psicologia del terrorismo\u201d <a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>). Il terrorismo, con la stessa radice di Terra e Terrore, c\u2019avete mai fatto caso? Che sia G\u00e8a, la terra, proprio come ci dice il mito, a ribellarsi ad Urano, il Cielo primordiale? Urano che copula e giace ininterrottamente e prepotentemente sopra di lei, schiacciandola ed ricacciando i figli non ancora nati nel suo ventre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Questo aldil\u00e0 che l\u201911 Settembre nasconda o meno pesanti complicit\u00e0, come vuole la teoria complottistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E se il terrorismo, come ci dimostra ad esempio chiaramente il modo di vivere legato alla dimensione tribale in Afghanistan, con le sue dinamiche di strettissimo rapporto con il territorio (proprio come la mafia e la camorra) e come ci dice il generale a capo dell\u2019Armata Sovietica che tent\u00f2 di occupare l\u2019Afghanistan (interpellato, rispose che gli Afgani sono storicamente antitetici e contrari ad ogni forma di governo centralizzato), fosse proprio il prodotto di un mondo, che noi qui oggi chiameremmo antico, legato alla terra e al territorio? Con i suoi riti, legato alle idee di clan, di trib\u00f9, all\u2019agricoltura, alla pastorizia e alle loro lentezze; queste evidenti osservazioni ci confermano quanto ci dice il mito parlando dei guerrieri pronti al martirio come gegeneis, cio\u00e8 nati dalla terra, e quanto ci suggerisce il mito sulla natura di G\u00e8a, il principio della madre Terra, limitato e di moderate dimensioni, come il corpo, che si oppone e si ribella all\u2019idea di no limits, alla mancanza di confini e di limiti dei pensieri e dell\u2019impresa multinazionale, che appartengono invece al Cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Miti e Arch\u00e9tipi per capire questi tempi, turbolenti, incerti, insicuri, come ogni fase di transizione storica: almeno fino a qualche secolo fa, c\u2019era la sicurezza della religione; ora, oltre all\u2019insicurezza sociale, non sai mai chi incontri davvero, oltre all\u2019insicurezza sul lavoro, la precariet\u00e0 e le morti bianche, oltre all\u2019insicurezza economica, a trentacinque anni ancora dipendenti dai genitori, oltre all\u2019insicurezza affettiva, i matrimoni che finiscono subito non si contano pi\u00f9, pure il bullismo, vallettopoli, i genitori che picchiano i maestri, violenza fra giovani, gangs dal coltello facile, Roma stadio, tifoserie e baby gang da cronache giudiziarie di nera a Londra come a Napoli, insegnanti che tagliano la lingua ai bambini agitati o si fanno toccare; il ministro Fioroni che dice \u201cemergenza del vivere civile\u201d; l\u2019Italia che trionfa nel Rugby (lo sport virile) e contemporaneamente vallettopoli: ma che sta succedendo? Che tempi sono questi? Perch\u00e9 tutta questa diffusa violenza? Se fossimo stati nell\u2019antichit\u00e0, dove gli uomini erano ancora in profondo contatto con la spiritualit\u00e0 ed il suo esprimersi simbolico, avremmo pensato all\u2019attivazione di un archetipo; Marte e Venere nella vita di tutti i giorni, come ho sostenuto nel mio \u201cArchetipi delle nazioni, miti per questi tempi\u201d <a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>; come spiegare altrimenti questa concomitante fenomenologia di brutalit\u00e0 (sopraffazione bullistica) e bellezza (i corpi delle vallette), di virilit\u00e0, violenza e di sensualit\u00e0 insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">I calciatori del resto stanno con le veline proprio come, guarda caso ci verrebbe da dire, i muscolosi ultras delle curve portano in scooter ragazzine carine a pancino scoperto: dove c\u2019\u00e8 Marte ricordatelo, c\u2019\u00e8 sempre anche Venere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Le bellissime donne del Sud e l\u2019efferatezza della criminalit\u00e0 organizzata. Della mafia, della Camorra, delle N\u2019drangheta, della Sacra Corona Unita, tutti nomi al femminile, c\u2019avete fatto caso?, proprio come Hera, la regina, moglie di Zeus, che gener\u00f2 da sola, per ripicca al marito infedele, Ares, la terribile divinit\u00e0 della violenza sanguinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Come si fa a diventare sicuri allora professore, proprio in questi tempi turbolenti? La terapia sta gi\u00e0, come non di rado accade, nella parola sicurezza: sicurezza <em>(provenzale segurs, sp. e port. seguro, rum. Sigur, ted. Sicher, fr. Sur, ingl. Sure<\/em>), tutti dal latino Securus, composto di S\u00e9 e cura, cio\u00e8 curarsi, aver cura di s\u00e9; ecco cos\u2019\u00e8 davvero e anche come si trova anche la sicurezza. Attraverso la miscela di due ingredienti fondamentali: l\u2019esperienza e la sapienza, o autoconoscenza, passando inevitabilmente per l\u2019insicurezza su quasi ogni cosa, dove puoi fallire sempre e pertanto anche apprendere a vincere, e per i gruppi per l\u2019individuazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ci\u00f2 ci riporta forse al mitico tempo di Atlandide, degli uomini sapienti, e alla necessit\u00e0, viva pi\u00f9 che mai, di trovare non solo il senso delle cose, ma il loro senso profondo, la loro verit\u00e0 ultima, la loro essenza: un inno alla filosofia come terapia dell\u2019Anima, dalla psicoterapia alla terapia dell\u2019Anima, un inno alla filosofia come via alla sicurezza. Per capire anche come ha fatto l\u2019Italia a vincere i mondiali: grazie al sacrificio, al fatto cio\u00e8 che ha pagato qualcosa: lo scandalo del calcio e una tragedia sfiorata, Pessotto; \u201cTriumph from tragedy\u201d titolava qualche tempo fa una mostra nella sala d\u2019arme di Palazzo Vecchio. La tragedia che porta poi il trionfo. Indizi per rileggere in una nuova chiave l\u201911 Settembre e il mondo che ne sta nascendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La pace se non arriver\u00e0 nell\u2019eccezionale ipotesi di un\u2019estensione del Nume della pace a livello globale, ovvero se qualche Spirito della pace non conquister\u00e0 contemporaneamente tutti i cuori degli uomini (ma non \u00e8 successo finora storicamente e rimane una rarit\u00e0 ipotetica), pu\u00f2 giungere, secondo noi pi\u00f9 probabilmente, proprio comprendendo la violenza, il conflitto, la guerra nella loro radice archetipica, come realt\u00e0 ontologiche, archetipi dell\u2019esistenza e perci\u00f2 non escludendole a priori, ma accettandone in un certo senso la loro fin qui ineludibile presenza e ricercandone il possibile significato: la guerra, il conflitto, la violenza, non diversamente dallo stupro, la pedofilia, gli abusi dei sex offenders e quelli, di pari passo, del tutto inventati da giovanissime\/i per attirare attenzioni parentali e colmare il bisogno di affetto (vedasi il caso della ragazza qualche giorno fa a Sesto Fiorentino), cio\u00e8 di quelle cose di cui vediamo nella cronaca dei giornali quotidiani, sono in una certa misura datit\u00e0 dell\u2019esperienza psichica (umana e animale): pur senza mai abbandonare l\u2019ipotesi di vederle scomparire del tutto, ma proprio partendo da questa oggettiva speranza, vediamo che possiamo farci ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La conoscenza come terapia e prevenzione quindi, come luce prospettica positiva rispetto alle cose: quella stessa conoscenza delle cose che ci fa dire che basta con l\u2019accettazione delle tifoserie organizzate in trasferta: in Italia come in Champions League; perch\u00e9 Filippo Raciti non abbia dato la vita invano. Quante vittime ancora dobbiamo pagare, dopo Paparelli a Roma, Spagnulo a Genova, Raciti a Catania per comprendere che 100 timidissimi studenti, bravi ragazzi, radunati dalla comunanza di una sciarpa e di un colore, diventano orda e che \u00e8 proprio questa psicologia dell\u2019orda che non vede negozi, vetrine, auto, panchine, giardinetti, passeggini, donne incinte, anziani, giovani amanti, mano nella mano, ma solo cose da distruggere e violentare: perch\u00e9 un esercito che deve entrare dentro le mura di una citt\u00e0 da conquistare, proprio come sono le tifoserie in trasferta, deve vivere per forza la dimensione della pazzia, come ci testimonia anche il bel libro di James Hillman \u201cUn terribile amore per la guerra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dobbiamo eliminare il problema alla radice se non vogliamo pagare il prezzo di nuove vite per una partita di calcio (per quanto invero questa sia sublimazione marziale) e di nuove inevitabili devastazioni. Felici perci\u00f2 di osservare come proprio in questo senso siano andate finalmente le misure adottate dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E cos\u00ec alla stessa maniera, la conoscenza delle cose ci aiuta a collegare i delitti dei due senzatetto a Prato qualche anno fa (per i quali non mi risulta sia stato assicurato ancora alla giustizia alcun colpevole), senzatetto uccisi di notte a sprangate, alla zuffa di qualche giorno fa fra cinesi e italiani avvenuta a Prato, seguita appena due giorni dopo da quella pi\u00f9 nota a livello nazionale di Milano. Un hotel ha una capienza signori e anche un territorio ce l\u2019ha: se non vogliamo l\u2019esplosione di conflitti o involontariamente attivare pericolose fenomenologie compensative, dobbiamo rispettare questi limiti e curare al meglio la convivenza che si gioca al loro interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E\u2019 decisiva l\u2019acquisizione di una prospettiva pi\u00f9 profonda e quindi pi\u00f9 consapevole da parte delle forze dell\u2019ordine, proprio perch\u00e9 sono i primi operatori della crisi psichica; sono proprio gli operatori delle forze dell\u2019ordine i primi ad essere chiamati sul luogo del delitto, sul luogo del crimine. Sono gli operatori anti-crisi per eccellenza, con i vigili del fuoco e del 118, e, nelle operazioni internazionali, l\u2019esercito, la marina e l\u2019aeronautica chiamate a gestire le crisi e le peace keeping operations: il Libano, l\u2019Iraq, l\u2019Afghanistan degli hashashin (da cui il termine assassini).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Proprio per sostenersi sulla scena del crimine occorre anche certamente la forza della consapevolezza, che solo dal profondo pu\u00f2 venire, sul senso finalistico, se non escatologico, della tragedia, sul perch\u00e9 dei sacrifici (sacrum ficere = fare sacro), di New York e l\u201911 Settembre, della tragedia che trasforma, del senso di uno stupro, onnipresente nei miti antichi (dalla deflorazione di Kore al rapimento della giovane Europa), quella violenza del S\u00e9 sull\u2019io, come la chiamava Jung, che d\u00e0 inizio o \u00e8 passaggio inevitabile, quando va bene, verso una nuova realt\u00e0 psichica, una fase e un livello pi\u00f9 maturo e consapevole dell\u2019esistenza; quella violenza e quel senso del tragico che conosceva bene il mondo antico e che gli antichi greci nelle Dionisie rappresentavano; sapere il perch\u00e9 degli uragani, delle tempeste, degli tsunami nella propria vita e in quella dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Perci\u00f2 un centro di studi psicoanalitici e filosofici, da oggi forse con il nome pi\u00f9 appropriato di centro di studi junghiani sulla sicurezza, con le sue due esclusive funzioni della formazione e della consulenza; per una nuova paid\u00e8ia, un\u2019educazione emotiva ed affettiva fin gi\u00e0 dal primo corso di filosofia e psiconalisi della sicurezza, che vorremmo inserire come modulo permanente nel nascendo corso master in psicologia del profondo; queste cose, centrali nel mondo nuovo che sta sorgendo, con i preziosi strumenti dell\u2019opera junghiana basata sulle idee di trasformazione e individuazione, verso l\u2019uomo totale, che vive il mondo, che sta nel mondo e che in questo mondo si autorealizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L\u2019Inconscio la sa ben pi\u00f9 lunga della prassi preventiva, della prevenzione, del counselling preventivo. Cela finalit\u00e0 e modalit\u00e0 che spesso soltanto dopo, ahim\u00e8, potremo scoprire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Questa \u00e8 una resa all\u2019ineludibilit\u00e0 dell\u2019incertezza, all\u2019insicurezza della vita, il paradossale elogio dell\u2019insicurezza per dirla con Marina Valcarenghi, come base per giungere, eventualmente, ad un pi\u00f9 elevato livello di sicurezza, a quella convinzione profonda che fa dire a Fabrizio Moro, che quest\u2019anno ha vinto Sanremo con il suo bel brano \u201cPensa\u201d, \u201cperch\u00e9 in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba o di un fucile puntato\u201d; puoi anche avere paura certo, \u00e8 umano, ma sappi che il cuore e la necessit\u00e0 di andare avanti saranno pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E\u2019 con l\u2019omaggio all\u2019immensa forza della Vita immortale, che non ha pi\u00f9 nulla da perdere essendo gi\u00e0 morta, del \u201ctu uccidi un uomo morto\u201d di Francesco Ferrucci, ricordate?, che concludiamo questa nostra conferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E\u2019 dal collegamento con questa Forza (Arch\u00e8) che scaturisce il pi\u00f9 forte sentimento di Sicurezza, la sicurezza stessa nel suo senso pi\u00f9 profondo ed essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Non senza aver rivolto il nostro primo e pi\u00f9 sentito, fervido e cordiale ringraziamento a tutti coloro che per primi si trovano a fronteggiare il pericolo, il problema, il crimine, a dare il primo soccorso: il primo nucleo anticrisi sono i poliziotti, i carabinieri, i finanziari, i vigili urbani, i vigili del fuoco, i militari attraverso tutte le loro articolazioni, gli operatori del 118, della vab, dei forestali, i servizi dello stato, consci per\u00f2 anche del fatto che se il tema della sicurezza, quell\u2019aver cura di s\u00e9 cio\u00e8, non viene affrontato dagli individui, singolarmente e in gruppo, attraverso l\u2019altrettanto eroico lavoro su S\u00e9 stessi della presa di coscienza dei pericolosi, se mantenuti Inconsci, contenuti dell\u2019Ombra, non si potranno avere risultati positivi, n\u00e9 maggiore sicurezza sociale. Perch\u00e9 una terapia post-traumatica senz\u2019anche un\u2019adeguata igiene preventiva, non riesce a dare efficaci ed apprezzabili risultati. La sicurezza signori \u00e8 un sentimento, non diversamente dalla felicit\u00e0, dalla tristezza, dalla gioia, dalla serenit\u00e0: pu\u00f2 venire da qualsiasi cosa, improvvisamente, per qualsiasi motivo; ci possono essere chiare le dinamiche e i motivi per cui viene, oscuri restano invece il momento, le finalit\u00e0 e il decorso di questo sentimento. N\u00e9 ci \u00e8 chiaro perch\u00e9 lo perderemo di nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ecco cosa contiene davvero l\u2019ansia del disturbo psichico, che talvolta assume sembianze omicide: un mondo nuovo ed inatteso che di l\u00ec a poco si riveler\u00e0; il disturbo psichico come inferno del paradiso. Per chi lo sa capire, un po\u2019 come vedere il mondo alla rovescia, il paradosso come regola.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Una solidariet\u00e0 all\u2019esperienza della detenzione quindi e la comprensione del rapimento di un giorno o di molti mesi, come nel caso, in Austria, della giovane Natasha, con le terribili angosce connesse: queste cose hanno senso se lette come esperienze iniziatiche, di recinto spirituale, dove Anima, attraverso la crisi, cresce (si noti stessa radice e lo somiglianza fonetica fra crisi e crescita); Anima aspira, proprio come fa l\u2019aspiratore in cucina, tende a salire in alto, verso il Cielo: la via del Cielo, verso quella conoscenza che \u00e8 Sof\u00eca, la sapienza, \u00e8 dura, severa, spietata, spietata come la verit\u00e0 e la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cSi cerca la posizione, il matrimonio, la ricchezza e anche quando abbiamo raggiunto tutto questo restiamo insoddisfatti e nevrotici\u201d, ha detto una volta Carl Gustav Jung, cosa mai avr\u00e0 voluto dirci con questa frase il grande filosofo e psicoanalista svizzero?!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il nostro \u00e8 un elogio alla ricerca del senso profondo delle cose per vivere meglio i singoli accadimenti della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fu in quel momento che vennero in mente i caduti di Nassirya, il finanziere Giacinti, Nicola Calipari, Falcone e Borsellino, tutti i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, i militari e i magistrati caduti nell\u2019espletamento del servizio delle loro funzioni e il significato profondo dell\u2019archetipo dell\u2019eroe, di una vita da eroi che fa da esempio e cambia davvero le cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Esempi, come lo possono essere soltanto i cavalieri del Sole: costruiamo e realizziamo, ispirati anche da questi esempi, quella visione dell\u2019Italia, e lo diciamo volentieri proprio qui nella Sala Spadolini (dedicata a Giovanni Spadolini, ringraziando l\u2019amico professor Cosimo Ceccuti che della Fondazione Spadolini Nuova Antologia \u00e8 il presidente per la squisita ospitalit\u00e0 che riserva sempre alle nostre iniziative), all\u2019altezza dei campioni del mondo, per cui valga la pena di morire e di vivere; come ci suggerisce il canto degli italiani, con i versi di Novaro e la musica del giovane Mameli (qui mi rivolgo ai giovanissimi) venuto in vita giusto per darci l\u2019inno nazionale, 22 anni e se n\u2019\u00e8 andato, proprio come quei giovani del Sud e del Nord andati a morire sull\u2019Adamello, \u201csiam pronti alla morte l\u2019Italia chiam\u00f2\u201d\u2026 Si pu\u00f2 accettare di morire e di vivere pienamente solo per un motivo giusto, solo per un\u2019ideale di giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">E\u2019 da queste premesse, \u00e8 da queste prospettive, \u00e8 con questi auspici e con la forza di questa visione che inauguriamo il Centro di studi psicoanalitici sulla sicurezza, salutando come facciamo sempre, com\u2019\u00e8 nostro costume, con una cordialissima stretta di mano.<\/p>\n<hr style=\"text-align: center;\" size=\"1\" \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> <em>\u201cBewusstsein, Umbewussttes und Individuation\u201d<\/em> su \u201cZentralblatt fur Psychotherapie\u201d 1939, pag. 265.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> <em>Aion<\/em>, 1951, pp.379 e sgg.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Daniele Cardelli, \u201c<em>I pensieri che curano \u2013 Sof\u00eca, la sapienza, come terapia<\/em>\u201d, ed. <em>Anima<\/em> e Polis, Firenze, 2006<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Daniele Cardelli, <em>\u201cI pensieri che curano \u2013 Sof\u00eca, la sapienza, come terapia\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Daniele Cardelli, <em>\u201cArchetipi delle nazioni, miti per questi tempi\u201d,<\/em> edizioni <em>Anima<\/em> e Polis, Firenze, 2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CSPS Centro di Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza Ricerche in Criminologia Studio, Ricerca, Formazione e Consulenza Finalit\u00e0 del Centro Il Centro di Studi Psicoanalitici sulla Sicurezza \u00e8 un\u2019articolazione dell\u2019associazione Anima e a Polis\u00a0che nasce con l&#8217;intento di promuovere attivit\u00e0 di studi, ricerche, consulenza e formazione in tema di sicurezza, con particolare riferimento alla criminologia e al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":200,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/329"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=329"}],"version-history":[{"count":58,"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7051,"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/329\/revisions\/7051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cgjung.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}